Le prime testimonianze storiche della cultura di Elafonisos sono antichissime. I vari reperti archeologici culminano in quella che è la città sommersa più antica del mondo: Pavlopetri. Questa grande ricchezza archeologica e storica si spiega con la posizione geografica di Elafonisos, situata lungo le rotte navali del Mediterraneo orientale. Questa posizione strategica rappresentava un vantaggio per pirati e barbari, che ne approfittavano per attaccare le navi in transito nello stretto tra Elafonisos e Citera. Inoltre, tale collocazione è stata la causa dell’occupazione dell’isola e del dominio da parte di numerosi popoli, come Arabi, Franchi e Saraceni.
La presenza di vita e di una cultura attiva sull’isola risale all’era preistorica; l’isola compare in numerosi riferimenti di antichi viaggiatori per i templi che ospitava. Sia Pausania che Strabone citano Elafonisos nei loro scritti. L’abitabilità dell’isola è continuata nel tempo, come dimostrato da reperti più recenti. L’isola ha assunto la sua forma attuale dopo il devastante terremoto del 375 d.C., che distrusse la città di Pavlopetri e separò Elafonisos dal resto del Peloponneso.
Il primo nome dell’isola, come riportato nelle mappe dell’antichità, era “Onou Gnathos” (Mascella d’Asino), termine dovuto apparentemente alla forma dell’isola. Il nome attuale deriva invece, come rivela la parola stessa (“elafi” in greco significa cervo), dalla presenza storica di cervi sull’isola.


